venerdì 22 febbraio 2008

Caos, effetto farfalla, caso...

Caos è nella mitologi greca la personificazione dello stato primordiale di vuoto buio anteriore alla creazione del cosmo da cui emersero gli dei e gli uomini…
Il termine "Teoria del caos" ha colpito parte dell'immaginario collettivo ed è entrata a far parte della cultura pop, insieme all' effetto farfalla come negazione del determinismo, come dipendenza sensibile alle condizioni iniziali…"Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo”.
Il nome di effetto farfalla si ritiene sia stato ispirato da uno dei più celebri racconti fantascientifici di Ray Bradbury: Rumore di tuono (A Sound of Thunder) del 1952.

“...Nell'anno 2055 vengono organizzati dei safari nel tempo per cacciatori che cercano emozioni fuori dal tempo e dall'ordinario. Una spedizione però finisce male: un cacciatore spaventato scappa dalla piattaforma camminando qualche passo sulla terra di milioni di anni fa. Questo evento apparentemente insignificante causa nel futuro cambiamenti radicali, come il cambiamento del presidente appena eletto o della lingua: la targa di presentazione della ditta di viaggi nel tempo cambia e con lei anche l'inglese parlato da un socio della ditta.
Il cacciatore così controlla sotto la suola della sua scarpa, e vi trova una bellissima farfalla preistorica, morta. Per una piccola morte, eventi a catena ad effetto domino hanno cambiato per sempre il futuro”.
L'idea è che piccole variazioni nelle condizioni iniziali producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema…
Come dire: siamo il frutto di tutto quello che ci ha preceduto: ogni cosa, anche se piccola e insignificante ha contribuito a determinare ciò che siamo; ma al tempo stesso ogni scelta che faremo da ora in poi influenzerà e condizionerà quello che saremo nel futuro. Confortante...

Ci sono momenti in una partita di tennis in cui la palla colpisce il nastro e, con un po' di fortuna, lo oltrepassa, e allora si vince; oppure no... e allora si perde, prologo di Match Point, Wooby Allen, 2005.
Nella logica del film la società è impregnata di un cinismo con cui si è perso ogni senso morale, per cui al delitto non segue più il castigo. Nel tennis è il match point che segna la fine della partita; nella vita, è il caso a determinare la vittoria o la sconfitta. Alla fine della storia si evincerà il dominio dell'egoismo sulla giustizia divina. Il caso contro il destino. Per meglio dire, il raffronto è tra la palla fuori o la palla dentro. Non è un Dio inappellabile che giudica ma semplicemente la Fortuna, il Fato o il Destino, come lo si chiami, che decide se la tua mossa è dentro o fuori. Non c'è Giustizia o Giudizio, ma solo lo scorrere della vita a fare di noi dei perdenti o dei vincenti…
Qui invece sembra che la volontà, grande da smuovere le montagne o piccola e leggera come una farfalla, niente o poco, può fare contro il Fato, la Fortuna, il Destino…
Caos o Caso??? Nel dubbio…VIVIAMO!!!

1 commento:

aurora ha detto...

caos... a me piace vederlo come un mare di possibilità, così tante che ogni tanto si rimane lì a guardare incerti, affascinati. il caso è lo scoglio da cui ci si tuffa, quando si trova il coraggio, la condizione iniziale, il nome che qualcuno ci ha dato, la città in cui nasciamo, ma poi, da lì in poi contiamo anche noi. decidiamo la rotta e certo, il vento, le correnti la disturbano, ma anche se naufraghiamo il progetto rimane.
quindi sono d'accordo con te, come non potrei:
viviamo, ... e amiamo...

L.